Associazione Musicale "G. Rossini"
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"G. Rossini"
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"G. Rossini"

04 aprile 2018

Carissimi,

come va?

Qui a Baden, dopo un lungo periodo di freddo e di brutto tempo (la scorsa settimana ha piovuto parecchio, meno male che c’erano i concerti!!!), forse è arrivata la primavera che ha portato sole, bel tempo e temperature un po’ più accettabili!

Purtroppo però dobbiamo rientrare, il Festival è terminato e in Italia iniziano le “consultazioni”!!!!!! Non ce la faremo sicuramente per il “primo giro”, infatti l’arrivo è previsto nella serata di giovedì!!!! Pazienza!!!!!

Un po’ per il maltempo e un po’ per i dolori articolari (ginocchia, schiena, ecc.), la scorsa settimana ci siamo dedicati particolarmente ai cosiddetti “Meisterkonzerte”, in programma quasi tutti i giorni alle ore 11 e alle ore 14, che vedevano impegnati i musicisti dei Berliner distribuiti in piccole formazioni da camera.

A parte il giorno in cui era in programma il “Quatuor pour la fin du temps” di Messiaen, che non avevamo mai ascoltato dal vivo e ci tenevamo particolarmente, abbiamo sempre privilegiato i concerti in programma alle ore 11 in quanto quelli delle ore 14 sono molto scomodi, specialmente quando alla sera sono in programma i concerti più importanti che qui al Festival di Baden iniziano alle ore 18 per favorire gli spettatori provenienti da fuori: Karlsruhe, Freiburg, Strasbourg, Mannheim, Stuttgart, Frankfurt, ecc..

Quest’anno i “Meisterkonzerte” hanno proposto un ampio ventaglio di programmi da quelli più classici; trii, quartetti e quintetti di Mozart, Schubert, Schumann e Franck; a quelli di compositori del ‘900, il già citato Messiaen, Milhaud, Kurtág e due brani molto belli di Rebecca Clarck violista e compositrice inglese, del novecento che non conoscevamo ancora; fino ai contemporanei: Marc-André Dalbavie, Isang Yun e Maxwell Davies; per concludere con i compositori presenti al Festival come il violinista dei Berliner Holm Birkholz che ha presentato tre sue composizioni: AlbaTramonto e Sussurra una stella per percussioni metalliche e violino, abbinate a tre brani di Stockhausen del ciclo Zodiaco eseguiti assieme al clarinetto basso dell’Orchestra berlinese, e a Mark Anthony Turnage con un brano per quintetto con pianoforte dal titolo Prussian Blue, composto appositamente per il Festival.

Come è ormai consuetudine ogni anno al Festival di Pasqua si esibisce la Bundesjugendeorchester(Orchestra giovanile nazionale), fondata nel 1969 dal Consiglio Nazionale della Musica e, dal 2013, legata da un accordo di collaborazione con i Berliner Philharmoniker. L’orchestra è formata da giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni che entrano con un apposito concorso. Studiano, suonano, giocano al calcio e tengono, durante il ciclo di studi, una quindicina di concerti all’anno nelle più importanti città della Germania. Lo scorso anno a Baden eseguirono la Terza Sinfonia di Rachmaninov, quest’anno, sempre diretti da Simon Rattle, hanno eseguito Il Principe di legno di Bartok, mentre il prossimo anno sono in programma musiche di Verdi, Mercadante e Respighi, con direttore Daniele Gatti.

Il ns. amico violinista Simone Bernardini è guarito (grazie anche ai farmaci che gli abbiamo portato noi e di cui siamo sempre ben forniti per curare i ns. acciacchi!!!!!!) ed ha ripreso il suo posto in orchestra nella recita del Parsifal di venerdì 30 marzo, Venerdì Santo o Karfreitag, come lo chiamano qui, giorno particolarmente simbolico per la rappresentazione dell’ultima opera wagneriana in quanto c’è la scena del lavaggio dei piedi.

Gli ultimi due concerti dei Berliner hanno visto impegnati al sabato la violinista norvegese Vilde Frang che ha ottimamente eseguito il concerto n. 1 di Bartok, deludendo però il pubblico per la mancata concessione di un bis, mentre l’orchestra, diretta dall’ungherese Ivan Fischer, che i ns. Soci conoscono bene perché più volte presente nella stagione del Lingotto con la Budapest Festival Orchestra, ha eseguito le Danze contadine ungheresi, dello stesso Bartok e nella seconda parte il Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn. La domenica di Pasqua ultimo concerto con Zimerman & Rattle che hanno riproposto con grandissimo successo la sinfonia n. 2 di Bernstein mentre nella seconda parte straordinaria esecuzione della “Terza” di Beethoven accolta trionfalmente dal pubblico.

Lunedì 2 il Festival di Baden si è chiuso con l’ultima recita di Parsifal, che noi avevamo già visto. Così, tanto per non perdere l’abitudine, siamo andati a Freiburg (circa 110 km. da Baden) alla Konzerthaus, inaugurata nel 1996 che comprende un grande auditorium, dedicato all'ex sindaco Rolf Böhme, della capienza di 1744 posti, una sala più piccola, la Runder Saal (350 persone) per la musica da camera e nove sale riunioni per i congressi.

Una struttura bellissima dall’acustica perfetta che ci ha aiutato ancora di più ad apprezzare l’oratorio Elias di Felix Mendelssohn nella straordinaria esecuzione della Freiburger Barockorchester diretta da Pablo Heras-Casado, con il RIAS Kammerchor di Berlino e Mathias Goerne nel ruolo del protagonista. Tutto esaurito e ripetute ovazioni finali per questa importante produzione che dopo Freiburg sarà replicata a Parigi e a Madrid.

Alla televisione tedesca 3 SAT-TV hanno trasmesso Tosca in programma al Festival di Pasqua di Salisburgo e dove tra gli interpreti figurava il ns. Matteo Peirone inevitabilmente nel ruolo del sagrestano.

Il regista Michael Sturminger, di cui non abbiamo mai visto niente, inizia l'opera, ambientata in epoca moderna, con la fuga di Angelotti da un furgone per il trasporto dei detenuti. Un po’ come in quel film con Harrison Ford! Poi Scarpia non muore nel suo ufficio al termine del secondo atto ma, nonostante la ferita sanguinante per la coltellata di Tosca, riesce a trascinarsi fino sui bastioni di Castel Sant'Angelo (!!!!!!!) che raggiunge subito dopo la fucilazione di Cavaradossi. Giunto davanti a Tosca gli spara con una pistola ma lei ha ancora il tempo di sparargli a sua volta e l'opera finisce con la morte di entrambi!!!!!!!!!

La parte vocale e strumentale ci è parsa di ottima levatura anche se alla televisione è difficile dare un preciso giudizio di merito. Il ns. amico Matteo Peirone ha disegnato un sacrestano (per l'occasione promosso dal regista a sacerdote) come preferiamo noi, senza eccessi comici anche se non ha saputo sottolineare bene lo spirito bigotto che si nasconde sotto la maschera bonaria del personaggio.

Tanti cari saluti e arrivederci a Savona.

Matilde e Fulvio.